a cura di Nama Real Estate
Pochi mesi fa, assieme a Mary Ann, mi sono recato negli Stati Uniti, e più precisamente ad Orlando (Florida) per partecipare al Convegno organizzato dalla N.A.R. (National Association of Realtors) la più importante associazione di categoria degli agenti immobiliari, del mondo.
La nostra delegazione italiana, “capitanata” da Diego Caponigro e Antonio Malgieri rispettivamente presidente e responsabile nazionale della formazione di OID NAR, era rappresentata da una ventina di agenti immobiliari provenienti da più regioni italiane.
L’arrivo ad Orlando prevedeva una prima giornata ludica dedicata al divertimento, ma, come di consueto in quelle zone, un uragano si avventato sulla città, con la conseguente chiusura di tutti i parchi di divertimento.
L’allerta meteo ci ha costretti a restare chiusi in hotel, anche se poi è stata l’occasione attuare un interscambio professionale con gli altri nostri colleghi italiani
Oltre a visitare la città al mattino, la sera era prevista una cena di gala al quale erano presenti più di 2.000 agenti immobiliari appartenenti alla N.A.R.
Abbiamo assistito alla proclamazione del nuovo presidente della N.A.R. per il 2022/2023 Kenny Parcell che ha giurato, davanti a tutti i partecipanti, di onorare e rispettare, nell’interesse di tutti gli associati e gli utenti finali, il codice etico della N.A.R.
Chi riveste la carica di presidente rappresenta più di 1 milione e mezzo di agenti immobiliari dislocati su 85 paesi in tutto il mondo.
Le successive giornate ci hanno portato a partecipare alla fiera più importante del mondo riservata al settore immobiliare, alla quale erano presenti più di 1.000 stands.
Sia ad Orlando che a New York, dove abbiamo trascorso la seconda parte del nostro viaggio lavorativo, abbiamo avuto il piacere di visitare 4 agenzie immobiliari (2 ad Orlando e 2 a new York).
Ad Orlando siamo stati accolti da un collega che gestisce 2 punti vendita.
Il primo, specializzato nella compravendita di immobili di pregio e formato da 140 persone.
Il secondo, enorme, che si occupa del settore commerciale e residenziale classico, al cui interno lavorano più di 300 persone !
A New York siamo stati invitati da un collega americano, di chiare origini italiane, che gestisce un’agenzia nel distretto di Staten Island e successivamente ne abbiamo visitano un’altra situata nel centro di Manhattan nei pressi di Park Avenue, che si sviluppava su una superficie di oltre 1.000 metri quadrati.
Essenzialmente 3 aspetti:
1 – l’Italia attira tantissimo (non è un segreto). Quando i nostri colleghi americani capivano di avere di fronte agenti immobiliari italiani, venivamo letteralmente presi d’assalto.
2 – Gli americani hanno un potere d’acquisto notevole.
Per loro, l’Italia è un paese economico sul quale investire.
I giorni di permanenza negli States mi hanno fatto comprendere quanto sia costoso vivere lì.
Inoltre negli Stati Uniti, da quasi un decennio, si sta assistendo ad un progressivo peggioramento della qualità di vita.
L’aumento del tasso di criminalità sommato al quello di povertà, spinge sempre più persone a scegliere di vivere in un paese come il nostro, per crescere i propri figli o per trascorrere la pensione;
3 – La cosa che mi ha colpito è il senso di appartenenza che i nostri colleghi americani hanno nei confronti dell’associazione di categoria.
Al contrario di ciò che avviene in Italia, negli Stati Uniti la figura dell’Agente Immobiliare è percepita come utile per la comunità.
Se mi guardo intorno, qui da noi in Italia, ognuno “coltiva il proprio orticello” e, in linea generale, antepone il proprio interesse a quello del cliente finale.
Il livello di preparazione è mediamente basso e ciò non permette, a molte agenzie immobiliari, di accogliere adeguatamente questo tipo di cliente abituato ad uno standard di servizio e di etica professionale completamente diversi.
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